Altre due madri dei tunisini dispersi si danno fuoco.
“Difficile scrivere qualcosa di sensato quando una madre si dà fuoco e altre due tentano il suicido. E’ accaduto a Tunisi in questi giorni. Dopo il gesto di Jannet Rhimi, da giovedì ricoverata all’ospedale per le ustioni riportate, altre due madri hanno agito sul proprio corpo l’esasperazione di più di un anno di attesa”.
Dopo le notizie che vengono da Tunisi, una lunga e dolente riflessione delle donne di venticinqueundici, che per prime ed insieme a noi ed ad altre ed altri hanno sostenuto l’appello delle madri e dei padri dei tunisini dispersi da più di un ann sulla rotta di Lampedusa, o per CIE e galere italiane.
Sit in davanti all’ambasciata tunisina
Sit in davanti all’ambasciata tunisina, venerdì 30 Marzo 2012, ore 12 – Via Asmara 7, Roma
Marzo 2011, marzo 2012. Trecentosessantacinque giorni, cinquantadue settimane, dodici mesi, un anno. Questo il tempo che le istituzioni italiane e tunisine hanno fatto trascorrere senza dare alcuna notizia alle mamme e alle famiglie tunisine che chiedono dove siano i loro figli.
Il 30 marzo ci sarà un doppio sit-in: in Tunisia, di fronte all’ambasciata italiana; in Italia, di fronte all’ambasciata tunisina. Le due sponde unite, per chiedere ai due governi una risposta.
Tutti i dettagli e la convocazione completa sul blog delle venticinqueundici.
I sit-in di oggi saranno anche a Napoli; l’articolo del manifesto.
Le delegazione dei genitori a Roma
dal blog delle venticinqueundici:
“Dopo la Sicilia, questa settimana a Roma la delegazione dei familiari ha tenuto un presidio davanti all’Ambasciata tunisina, ha chiesto di entrare al Cie di Ponte Galeria, ha avuto un incontro al Viminale e poi un’audizione dalla commissione dei dirtti umani al Senato.
Disponibilità a parole da parte delle istituzioni italiane, ma nei fatti i familiari dei ragazzi tunisini dispersi partiti per l’Italia dopo la rivoluzione continuano a non avere risposta alla richiesta di conoscere la sorte dei loro figli.”
il ministro Riccardi incontra le famiglie dei dispersi tunisini
raio 2012 alle 8.30 in punto, con una delegazione delle mamme (4) ho incontrato il ministro Riccardi e l’ambasciatore italiano in Tunisia, Piero Bennassi.Lettera delle mamme tunisine al ministro Riccardi.
Al ministro per la cooperazione internazionale e per l’integrazione, Andrea Riccardi
Gentile Ministro,
siamo le mamme tunisine che dal mese di marzo 2011 non hanno più notizie dei loro figli, i quali subito dopo la rivoluzione hanno deciso di lasciare il nostro paese per andare in Europa. In tutto questo periodo siamo andate dai diversi ministeri del governo tunisino, tra
questi il primo ministro, il ministero degli affari esteri e il ministero degli interni. Nessuno ci ha dato alcuna informazione: per la precisione, il ministero degli affari esteri ci aveva detto che avevano mandato diversi fax ai vari centri di detenzione in Italia, ma che erano riusciti a sapere solo che questi scomparsi non sono mai arrivati in Italia, malgrado le testimonianze contradditorie sull’arrivo delle loro imbarcazioni sulle coste italiane. Abbiamo fatto molte manifestazioni e sit-in per farci sentire e da alcuni mesi abbiamo chiesto di avere le impronte digitali dei nostri figli e di mandarle al ministero degli interni dell’Italia, per avere una informazione più precisa sul loro arrivo. Per questo, abbiamo scritto un appello rivolto non solo alle nostre istituzioni ma anche alle istituzioni italiane, affinché ci sia uno scambio delle impronte per sapere quale sia stato il destino dei nostri figli, vivi o morti. Mentre le famiglie dei tunisini scomparsi chiedono alle istituzioni tunisine ed europee di cambiare le loro politiche di fronte alla questione dell’immigrazione, sul versante italiano ci siamo unite a un collettivo di donne e anche a delle famiglie degli scomparsi che stanno appoggiando il nostro appello. Delle grida sorgono da una parte all’altra del Mediterraneo per congiungersi, al fine di cominciare a trattare questo caso degli scomparsi. Da più di una settimana una delegazione delle nostre famiglie è partita in Italia per cercare di avere una risposta. Tutto questo, però, non ha ancora portato ad alcun risultato e né lo stato tunisino né quello italiano ci hanno ancora fatto sapere se daranno corso alla nostra richiesta.
Ci rivolgiamo a Lei, perché sappiamo che sarà in visita ufficiale nel nostro paese il 14 febbraio per chiederle un incontro e per avere la garanzia da parte del suo governo di una piena collaborazione con le nostre istituzioni per svelare la verità sulla sorte dei nostri figli.
Le mamme dei migranti tunisini scomparsi.
Il racconto del percorso della delegazione
L’articolo di Les Temps (quotidiano tunisino)
Lettera del Sottosegretario del Ministero alle Migrazioni Tunisino
Un passaggio molto importante è avvenuto oggi.
Il Sottosegretario del Ministero alle Migrazioni ed ai Tunisini all’Estero del Governo di Tunisi, Omeyya Seddik ha scritto una lettera al Governo Monti. Nella lettera, oltre alla proposta di aprire un cantiere per ridiscutere assieme le politiche dell’emigrazione/immigrazione, c’è anche la richiesta precisa di collaborazione per risolvere la vicenda dei tunisini dispersi. La mobilitazione delle famiglie in Tunisia – e la raccolta firme in loro appoggio in Italia – cominciano a dare dei frutti.
“La Tunisia è un paese di emigrazione, più del 10% della sua popolazione vive all’estero, ma è anche diventato un paese di immigrazione e di transito. Non può più permettersi di non avere una politica indipendente, democratica e equilibrata sulle migrazioni, né delle strategie coerenti per metterla in pratica.
In effetti, una politica indipendente è una politica che non è dettata dalle pressioni subite in ambiti confidenziali a scapito di valutazioni necessarie dell’interesse nazionale. Una politica democratica è quella che si elabora attraverso una concertazione tra istituzioni legittime e che tenga conto delle aspirazioni dei cittadini. E una politica delle migrazioni che si possa definire equilibrata è quella che non ignora gli interessi né dei paesi di accoglienza né di quelli di origine, né gli interessi dei migranti stessi. La nuova Tunisia punta sul fatto che una politica di questo tipo non solo è possibile, ma necessaria e inevitabile.”
Guarda la testimonianza di una madre
Segui il percorso della delegazione di genitori in questi giorni in Italia
La delegazione dei genitori tunisini in Italia
Da sabato 28 gennaio 2012 una delegazione composta da sei persone è arrivata dalla Tunisia in Italia. Sono alcuni fra i parenti di circa 200 ragazzi partiti a marzo e di cui si sono perse le tracce. In quei giorni non si hanno notizie di naufragi. Alcuni di loro hanno telefonato, dicendo di essere appena arrivati o di riuscire a vedere la costa e le navi italiane. Altri sono stati visti, nelle riprese televisive degli sbarchi a Lampedusa o addirittura da testimoni a Bari o a Crotone. Ma poi, più nessun segnale. I loro parenti da mesi manifestano in Tunisia affinché qualcuno dia loro notizie più certe sulla sorte di questi ragazzi.
Per chi dei lettori di questo sito ha già seguito la vicenda, ci sono importanti novità: il governo tunisino ha chiesto a quello italiano di poter avere le impronte di tutte le persone identificate come tunisine arrivate in Italia in quei giorni. In queste settimane sono in corso importanti trattative. Intanto, la delegazione è arrivata in Italia con l’intento di visitare alcuni centri di detenzione per migranti, sperando di trovare le tracce dei loro figli e dei loro fratelli.
Per leggere e firmare la petizione per i tunisini dispersi.
Leggi la lettera delle mamme tunisine al ministro Riccardi.
Il video di Enrico Montalbano e Laura Verduci:
Annamaria Rivera sui tunisini dispersi
“Provate a immedesimarvi in quelle madri e sorelle, in quei padri, fratelli, zii che da mesi non hanno più notizie del loro congiunto, partito un certo giorno da qualche porto tunisino verso le coste italiane. Provate a immaginare: è uno di quei giovani coraggiosi che hanno partecipato alla Rivoluzione del 14 gennaio, magari ha ancora sul corpo le tracce degli scontri con la polizia, le cicatrici di colpi sparati dai cecchini nei giorni della rivolta che ha rovesciato il regime. E’ partito dopo la fuga del dittatore perché per lui, come per gli altri insorti, la rivoluzione per il pane, la dignità e l’uguaglianza era anche per la libertà: anzitutto libertà di movimento e di circolazione, come per tutti i giovani. “
per leggere tutto il bell’articolo di Annamaria Rivera (sul manifesto del 21 gennaio 2012) cliccate qui
La testimonianza di Saif
Questo è ciò che ci racconta Saif, fratello di Mohamed Ali, uno degli harraga tunisini dispersi. La sua testimonianza è in arabo, tradotta alla fine del video. Per firmare l’appello per i tuinisi dispersi cliccate qui.
La testimonianza di Sameh
Sameh è la madre di Mohamed Ali, uno dei più di quattrocento ragazzi tunisini dispersi dopo essere partiti dalla Tunisia verso Lampedusa e l’Europa.
Ci racconta della sua partenza, e ci racconta di nove mesi passati senza alcuna notizia. Sameh è una delle promotrici dell’appello “Da una sponda all’altra, vite che contano”, che si può firmare qui.
Video dal presidio davanti alla Prefettura di Milano
Sabato 13 gennaio di è tenuto un presidio davanti alla Prefettura di Milano, per consegnare una lettera al ministro dell’Interno intaliano ed al Console tuinisino, in sostegno della petizione per i tunisini dispersi.
Questo il racconto di Silvia Tagliabue, per le CUB.
Proiezione al Conchetta, Milano, giovedì 26 gennaio
Giovedì 26 gennaio, a partire dalle ore 21.00. I nostri anni migliori sarà proiettato al Cox18 (Conchetta), a Milano in via Conchetta 18.
Ingresso ad offerta libera.
Alla serata saranno presenti Matteo Calore e Fethi Ouesleti per il film, ed Omeyya Seddik, analista politico tunisino e membro del FTCR (federazione tunisina per la cittadinanza attraverso il Mediterraneo) e sarà possibile raccogliere firme per l’ appello per i tunisini dispersi.
L’evento Facebook.
Linea 3: Meda-Tantardini
Linea 47: Segantini-Belfanti
Linea 59: Liguria-Alzaia Nav.Pavese
Linee 90-91: Liguria-Alzaia Nav.Pavese
M2: Romolo (350 m)
In auto: tangenziale ovest uscita V.le Liguria-Assago direzione centro
proiezione al Teatro della Cooperativa, Milano, il 10 gennaio
DA UNA SPONDA ALL’ALTRA: VITE CHE CONTANO
“Dove sono i nostri figli?”
proiezione de “I nostri anni migliori”, martedì 10 gennaio 2012, alle ore 20.30, al Teatro della Cooperativa di Milano, per il lancio della campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano.”
Ingresso a sottoscrizione libera.
Dove sono alcuni dei giovani tunisini partiti verso l’Europa dopo la rivoluzione? Sono circa 1000 i dispersi. Rispettare i desideri di libertà e di movimento significa far contare le loro e le nostre vite.
Facciamo più rumore possibile per far tacere il silenzio del mare…
La campagna Da una sponda all’altra: vite che contano – Dove sono i nostri figli? supporta l’appello dei familiari dei tunisini dispersi. L’appello chiede che le impronte, che servono per schedare le persone e ostacolarne la libertà di movimento, vengano utilizzate in questo caso per sapere se e dove siano arrivati i loro figli partiti dalla Tunisia verso l’Italia nei primi mesi del 2011.
Il 10 gennaio si terrà a Milano una iniziativa pubblica presso il Teatro della Cooperativa (ore 20.30, via Privata Hermada, 8- MM gialla Maciachini, poi tram 4 e fermata Niguarda centro).
Seguiranno interventi di donne italiane e tunisine e un collegamento con Tunisi per aggiornamenti sulla campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano”. Organizzano: Associazione Pontes dei Tunisini in Italia, gruppo femminista Le Venticinqueundici (Milano), Teatro della Cooperativa, gruppo Tunisia Libera di Tunisi e gruppo Tunisini di Parma, ZaLab.
Per sostenere la campagna, il 14 gennaio, anniversario della Rivoluzione Tunisina, si terrà un presidio davanti al Consolato tunisino (appuntamento ore 10 davanti in viale Bianca Maria 8), che poi si sposterà davanti la Prefettura (in Corso Monforte 31, Milano).
L’iniziativa è sostenuta da le venticinqueundici, pontes, storiemigranti e ZaLab.
Le segnalazioni su elle, liberazione, la repubblica ed il corriere
Le famiglie dei tunisini dispersi
Tunisi, 18 dicembre. Da una sponda all’altra, vite che contano. Manifestazione delle famiglie dei tunisini dispersi in Italia o nel viaggio verso l’Italia, per chiedere risposte sulla sorte dei loro figli.
prosegue la raccolta di firme per la petizione.
La petizione, partita dalle famiglie dei dispersi, e appoggiata da storiemigranti e poi da ZaLab e da i nostri anni migliori, chiede agli stati italiano e tunisino collaborazione per rintracciare i migranti partiti fra marzo e settembre dalla Tunisia e scomparsi.
perché firmare la petizione (una lettera del gruppo di donne 2511)
la pagina di Pontes sui tunisini dispersi
aggiornamenti e materiali sulla petizione
per leggere e firmare la petizione
calendario delle iniziative in sostegno della petizione
Prosegue la raccolta di firme per la petizione per i tunisini dispersi, e una rete vasta fra Italia e Tunisia sta cominciando a mettere in campo iniziative per “fare più rumore possibile per far tacere il silenzio del mare”.
La petizione, partita dalle famiglie dei dispersi, chiede agli stati italiano e tunisino collaborazione per rintracciare i migranti partiti fra marzo e settembre dalla Tunisia e scomparsi.
Per leggere e firmare la petizione
Perché firmare la petizione (una lettera del gruppo di donne 2511)
- A Milano il 17 dicembre nel corso della giornata d’azione globale contro il razzismo, (partenza da P.le Loreto, 14.30) ed a Parma (partenza dalla stazione alle 15.00) il 17 dicembre uno alcune donne tunisine ed italiane porteranno lo striscione “da una sponda all’altra, vite che contano“, e raccoglieranno firme per la petizione
- A Tunisi il 18 dicembre il Forum tunisino per i diritti economici e sociali organizza un sit-in con i parenti dei ragazzi dispersi (ore 11, piazza dei Diritti dell’Uomo) e lo spettacolo teatrale sugli harragas “Harek Yetmanna” (ore 17, teatro municipale, Avenue Bourghiba)
I gruppi coinvolti in Italia sono il gruppo di donne le venticinqueundici, il sito storiemigranti, il gruppo di Tunisini di Parma Giuseppe Verdi, l’associazione Pontes e ZaLab con”I nostri anni migliori”. In Tunisia, il Forum tunisino per i diritti economici e sociali.
appello per i migranti tunisini dispersi
“Prova a immaginare: tuo fratello o tuo figlio parte e non dà più notizie di sé dopo la sua partenza.
Non è arrivato? Non lo sai, potrebbe essere stato arrestato nello stato di arrivo che non prevede che si possa arrivare semplicemente partendo e che per questo arresta quelli che arrivano. Aspetti qualche giorno, guardi immagini alla televisione del luogo in cui potrebbe essere arrivato, per sperare di vederlo…”
puoi leggere la petizione completa e firmarla qui
Petizione promossa da Storiemigranti ed appoggiata dal gruppo di donne venticinqueundici e dall’associazione Pontes.









