un film documentario di matteo calore e stefano collizzolli // ZaLab

Articoli con tag “tunisini

Altre due madri dei tunisini dispersi si danno fuoco.

“Difficile scrivere qualcosa di sensato quando una madre si dà fuoco e altre due tentano il suicido. E’ accaduto a Tunisi in questi giorni. Dopo il gesto di Jannet Rhimi, da giovedì ricoverata all’ospedale per le ustioni riportate, altre due madri hanno agito sul proprio corpo l’esasperazione di più di un anno di attesa”.

Dopo le notizie che vengono da Tunisi, una lunga e dolente riflessione delle donne di venticinqueundici, che per prime ed insieme a noi ed ad altre ed altri hanno sostenuto l’appello delle madri e dei padri dei tunisini dispersi da più di un ann sulla rotta di Lampedusa, o per CIE e galere italiane.

Si può leggere qui.

 

 


Sit in davanti all’ambasciata tunisina

Sit in davanti all’ambasciata tunisina, venerdì 30 Marzo 2012, ore 12 – Via Asmara 7, Roma

Marzo 2011, marzo 2012. Trecentosessantacinque giorni, cinquantadue settimane, dodici mesi, un anno. Questo il tempo che le istituzioni italiane e tunisine hanno fatto trascorrere senza dare alcuna notizia alle mamme e alle famiglie tunisine che chiedono dove siano i loro figli.

Il 30 marzo ci sarà un doppio sit-in: in Tunisia, di fronte all’ambasciata italiana; in Italia, di fronte all’ambasciata tunisina. Le due sponde unite, per chiedere ai due governi una risposta.

Tutti i dettagli e la convocazione completa sul blog delle venticinqueundici.

I sit-in di oggi saranno anche a Napoli; l’articolo del manifesto.


Proiezione ad Ancona, mercoledì 7 marzo

mamma tunisina a palermo - delegazione dei genitori tunisini in Italia

Per la campagna DA UNA SPONDA ALL’ALTRA – VITE CHE CONTANO
si terrà un incontro pubblico
Mercoledì, 7 marzo, ore 17:15 Ancona – Sala Consiglio Comunale – P.zza XXIV Maggio
Saluto: Michele Brisighelli (Comune di Ancona) Carlo Maria Pesaresi (Provincia di Ancona) Paolo Santini (CISL Ancona) – Fausto Mazzieri (ISCOS Marche)
Testimonianze: Kalthoum Ben Soltane (Associazione Pontes) Fethi Mahyoufi (Migrante tunisino) Adel Bouthbiba (Migrante tunisino)
Coordina: Stefania Sinigaglia (Rete ECO).
Nel corso dell’incontro, organizzato da ISCOS Marche e CISL di Ancona, verrà proiettato il film “I nostri anni migliori”


Le delegazione dei genitori a Roma

la delegazione dei genitori dei dispersi tunisini di fronte all'ambascaita tunisina a Romadal blog delle venticinqueundici:

“Dopo la Sicilia, questa settimana a Roma la delegazione dei familiari ha tenuto un presidio davanti all’Ambasciata tunisina, ha chiesto di entrare al  Cie di Ponte Galeria, ha avuto un incontro al Viminale e poi un’audizione dalla commissione dei dirtti umani al Senato.

Disponibilità a parole da parte delle istituzioni italiane, ma nei fatti i familiari dei ragazzi tunisini dispersi partiti per l’Italia dopo la rivoluzione continuano a non avere risposta alla richiesta di conoscere la sorte dei loro figli.”

leggi il seguito sul blog delle venticinqueundici


Le stesse domande, in altre parole

 

Come ci si sentvive la revolutione a partire quando un regime va in frantumi? Con quale sguardo chi ha lasciato la Tunisia guarda al suo Paese? Cosa ha significato la dittatura per il popolo tunisino e cosa si aspetta da questa rivoluzione?
Marzia Coronati di AMISnet e Cecilia Noccioli, della scuola d’italiano “In altre parole”, hanno rivolto queste domande agli allievi tunisini della scuola. Ne è uscito un bel radiodocumentario, andato in onda in tre puntate nella trasmissione “Tre Soldi” di Radio3.

Ascoltatelo in podcast, queste sorelle d’ascolto hanno fatto un gran bel lavoro.


il ministro Riccardi incontra le famiglie dei dispersi tunisini

Riceviamo da Hamadi Zribi un resoconto dell’incontro di ieri fra il ministro Riccardi ed una delegazione del comitato dei genitori dei tunisini dispersi nel corso del viaggio verso l’Europa. ZaLab, assieme a Pontes e leventicinqueundici, sta sostenendo la loro ricerca con un appello.
“Oggi 14 febbraio 2012 alle 8.30 in punto, con una delegazione delle mamme (4) ho  incontrato il ministro Riccardi e l’ambasciatore italiano in Tunisia, Piero Bennassi.
L’incontro è stato brevissimo, ma molto caloroso ed informale. Il ministro ha interloquito direttamente con le mamme, ponendo loro diverse domande sui particolari della partenza dei loro figli e sulla lotta che i famigliari stanno conducendo, ormai da quasi un anno. Riccardi ha  affermato di essere già conoscenza della questione e  che uno degli argomenti che affronterà durante la sua visita a Tunisi concerne proprio il dossier dei migranti dispersi. Ne parlerà con i vari ministri tunisini (esteri, interni, giustizia ecc.). Da parte italiana, ha aggiunto, sono in attesa delle impronte che il governo tunisino dovrà loro inviare. Gli abbiamo consegnato il dossier completo  con la lettera a lui destinata  da parte delle mamme, il testo dell’appello con le firme e la lista delle 235 persone partite il 1, il 14 e il 29 marzo 2011 di cui non si hanno più notizie. Purtroppo, il tempo è stato veramente troppo poco per tutte le domande che avremmo voluto fargli.”

Lettera delle mamme tunisine al ministro Riccardi.

Al ministro per la cooperazione internazionale e per l’integrazione, Andrea Riccardi

Gentile Ministro,

siamo le mamme tunisine che dal mese di marzo 2011 non hanno più notizie dei loro figli, i quali subito dopo la rivoluzione hanno deciso di lasciare il nostro paese per andare in Europa. In tutto questo periodo siamo andate dai diversi ministeri del governo tunisino, tra questi il primo ministro, il ministero degli affari esteri e il ministero degli interni. Nessuno ci ha dato alcuna informazione: per la precisione, il ministero degli affari esteri ci aveva detto che avevano mandato diversi fax ai vari centri di detenzione in Italia, ma che erano riusciti a sapere solo che questi scomparsi non sono mai arrivati in Italia, malgrado le testimonianze contradditorie sull’arrivo delle loro imbarcazioni sulle coste italiane. Abbiamo fatto molte manifestazioni e sit-in per farci sentire e da alcuni mesi abbiamo chiesto di avere le impronte digitali dei nostri figli e di mandarle al ministero degli interni dell’Italia, per avere una informazione più precisa sul loro arrivo. Per questo, abbiamo scritto un appello rivolto non solo alle nostre istituzioni ma anche alle istituzioni italiane, affinché ci sia uno scambio delle impronte per sapere quale sia stato il destino dei nostri figli, vivi o morti. Mentre le famiglie dei tunisini scomparsi chiedono alle istituzioni tunisine ed europee di cambiare le loro politiche di fronte alla questione dell’immigrazione, sul versante italiano ci siamo unite a un collettivo di  donne e anche a delle famiglie degli scomparsi che stanno appoggiando il nostro appello. Delle grida sorgono da una parte all’altra del Mediterraneo per congiungersi, al fine di cominciare a trattare questo caso degli scomparsi. Da più di una settimana una delegazione delle nostre famiglie è partita in Italia per cercare di avere una risposta. Tutto questo, però, non ha ancora portato ad alcun risultato e né lo stato tunisino né quello italiano ci hanno ancora fatto sapere se daranno corso alla nostra richiesta.

Ci rivolgiamo a Lei, perché sappiamo che sarà in visita ufficiale nel nostro paese il 14 febbraio per chiederle un incontro e per avere la garanzia da parte del suo governo di una piena collaborazione con le nostre istituzioni per svelare la verità sulla sorte dei nostri figli.

Le mamme dei migranti tunisini scomparsi.

Lettera in francese e inglese

Il racconto del percorso della delegazione

L’articolo di Les Temps (quotidiano tunisino)


Lettera del Sottosegretario del Ministero alle Migrazioni Tunisino

Un passaggio molto importante è avvenuto oggi.

Il Sottosegretario del Ministero alle Migrazioni ed ai Tunisini all’Estero del Governo di Tunisi, Omeyya Seddik ha scritto una lettera al Governo Monti. Nella lettera, oltre alla proposta di aprire un cantiere per ridiscutere assieme le politiche dell’emigrazione/immigrazione, c’è anche la richiesta precisa di collaborazione per risolvere la vicenda dei tunisini dispersi. La mobilitazione delle famiglie in Tunisia – e la raccolta firme in loro appoggio in Italia – cominciano a dare dei frutti.

“La Tunisia è un paese di emigrazione, più del 10% della sua popolazione vive all’estero, ma è anche diventato un paese di immigrazione e di transito. Non può più permettersi di non avere una politica indipendente, democratica e equilibrata sulle migrazioni, né delle strategie coerenti per metterla in pratica.
In effetti, una politica indipendente è una politica che non è dettata dalle pressioni subite in ambiti confidenziali a scapito di valutazioni necessarie dell’interesse nazionale. Una politica democratica è quella che si elabora attraverso una concertazione tra istituzioni legittime e che tenga conto delle aspirazioni dei cittadini. E una politica delle migrazioni che si possa definire equilibrata è quella che non ignora gli interessi né dei paesi di accoglienza né di quelli di origine, né gli interessi dei migranti stessi. La nuova Tunisia punta sul fatto che una politica di questo tipo non solo è possibile, ma necessaria e inevitabile.”

da un viaggio verso Lampedusa

Leggi la lettera intera

Guarda la testimonianza di una madre

Segui il percorso della delegazione di genitori in questi giorni in Italia

Leggi e firma la petizione per i tunisini dispersi


La delegazione dei genitori tunisini in Italia

Da sabato 28 gennaio 2012 una delegazione composta da sei persone è arrivata dalla Tunisia in Italia. Sono alcuni fra i parenti di circa 200 ragazzi partiti a marzo e di cui si sono perse le tracce. In quei giorni non si hanno notizie di naufragi. Alcuni di loro hanno telefonato, dicendo di essere appena arrivati o di riuscire a vedere la costa e le navi italiane. Altri sono stati visti, nelle riprese televisive degli sbarchi a Lampedusa o addirittura da testimoni a Bari o a Crotone. Ma poi, più nessun segnale. I loro parenti da mesi manifestano in Tunisia affinché qualcuno dia loro notizie più certe sulla sorte di questi ragazzi.
Per chi dei lettori di questo sito ha già seguito la vicenda, ci sono importanti novità: il governo tunisino ha chiesto a quello italiano di poter avere le impronte di tutte le persone identificate come tunisine arrivate in Italia in quei giorni. In queste settimane sono in corso importanti trattative. Intanto, la delegazione è arrivata in Italia con l’intento di visitare alcuni centri di detenzione per migranti, sperando di trovare le tracce dei loro figli e dei loro fratelli.

Per leggere e firmare la petizione per i tunisini dispersi.

Leggi la lettera delle mamme tunisine al ministro Riccardi.

Il video di Enrico Montalbano e Laura Verduci:


Annamaria Rivera sui tunisini dispersi

“Provate a immedesimarvi in quelle madri e sorelle, in quei padri, fratelli, zii che da mesi non hanno più notizie del loro congiunto, partito un certo giorno da qualche porto tunisino verso le coste italiane. Provate a immaginare: è uno di quei giovani coraggiosi che hanno partecipato alla Rivoluzione del 14 gennaio, magari ha ancora sul corpo le tracce degli scontri con la polizia, le cicatrici di colpi sparati dai cecchini nei giorni della rivolta che ha rovesciato il regime. E’ partito dopo la fuga del dittatore perché per lui, come per gli altri insorti, la rivoluzione per il pane, la dignità e l’uguaglianza era anche per la libertà: anzitutto libertà di movimento e di circolazione, come per tutti i giovani. “

per leggere tutto il bell’articolo di Annamaria Rivera (sul manifesto del 21 gennaio 2012) cliccate qui

da un viaggio verso Lampedusa


La testimonianza di Saif

Questo è ciò che ci racconta Saif, fratello di Mohamed Ali, uno degli harraga tunisini dispersi. La sua testimonianza è in arabo, tradotta alla fine del video. Per firmare l’appello per i tuinisi dispersi cliccate qui.

da un viaggio verso Lampedusa


La testimonianza di Sameh

Sameh è la madre di Mohamed Ali, uno dei più di quattrocento ragazzi tunisini dispersi dopo essere partiti dalla Tunisia verso Lampedusa e l’Europa.
Ci racconta della sua partenza, e ci racconta di nove mesi passati senza alcuna notizia. Sameh è una delle promotrici dell’appello “Da una sponda all’altra, vite che contano”, che si può firmare qui.

un viaggio verso Lampedusa


14 gennaio. Un estratto dal film.

Oggi è un anno dalla fuga di Ben Ali.
Un anno dalla prima vittoria della rivolta in Tunisia, e dal momento in cui anche negli altri paesi arabi si è capito che, veramente, si poteva fare.
Un anno dal momento in cui “è iniziata una nuova vita”

(un estratto dal film.)


calendario delle iniziative in sostegno della petizione

disegno da le 2511

Prosegue la raccolta di firme per la petizione per i tunisini dispersi, e una rete vasta fra Italia e Tunisia sta cominciando a mettere in campo iniziative per “fare più rumore possibile per far tacere il silenzio del mare”.

La petizione, partita dalle famiglie dei dispersi, chiede agli stati italiano e tunisino collaborazione per rintracciare i migranti partiti fra marzo e settembre dalla Tunisia e scomparsi.

Per leggere e firmare la petizione

Perché firmare la petizione (una lettera del gruppo di donne 2511)

I gruppi coinvolti in Italia sono il gruppo di donne le venticinqueundici, il sito storiemigranti, il gruppo di Tunisini di Parma Giuseppe Verdi, l’associazione Pontes e ZaLab con”I nostri anni migliori”. In Tunisia, il Forum tunisino per i diritti economici e sociali.


Il limbo dei rimpatriati. da siciliamigranti

“Eccolo lì Karim in tenuta da Harraga con il sacco di plastica e con un cellulare in mano pronto a riprendere tutto. Dai suoi occhi trapela il sogno di una immagine di cartolina romana degli anni ’50. L’idea che l’Italia assomigli ad un film di Fellini in bianco e nero…”

Alessio Genovese, dalla Tunisia, ci racconta di come e perchè molti dei giovani tunisini rimpatriati dopo il 5 aprile stiano cercando di ripartire. Leggi tutto

un viaggio verso Lampedusa

 

 

 

 


i personaggi del film

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L’album definitivo della rivoluzione

Pubblicato qui (su facebook) l’”album definitivo della rivoluzione”, del fotografo Hamideddine Bouali. E’ veramente bello.


il voto dei tunisini in Italia

Il voto dei tunisini in Italia raccontato da Alessandra Coppola


prorogati i permessi

I permessi di soggiorno temporaneo rilasciati per motivi umanitari ai Tunisini di Lampedusa ex decreto del 5 aprile 2011, in scadenza nel corso del mese di ottobre, a seconda della data di emissione, sono stati prorogati di sei mesi con un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Contestualmente, la dichiarazione dello stato d’emergenza legata alla situazione in Nordafrica è prorogata al 31 dicembre 2012 (!).

Chi fosse in possesso di un permesso temporaneo può stare tranquillo: il documento che ha in mano è perfettamente valido fino ad aprile 2012. Tuttavia, è il caso di andare in questura a far certificare il rinnovo: non è detto che chi controlla il documento sappia del nuovo decreto…

 


Rivolta e fuga al CIE di Restinico (Brindisi)

Ancora una rivolta. Ancora una fuga. L’ennesima al centro d’identificazione e espulsione (Cie) di Restinco, a Brindisi. Protagonisti i tunisini trasferiti nei giorni scorsi dalle navi Cie di Palermo. La sommossa è esplosa venerdì scorso. I reclusi hanno sradicato le porte per utilizzarle come grimaldello per creare un varco nella recinzione attraverso cui sono riusciti a fuggire in 18Ancora una rivolta. Ancora una fuga. L’ennesima al centro d’identificazione e espulsione (Cie) di Restinco, a Brindisi. Protagonisti i tunisini trasferiti nei giorni scorsi dalle navi Cie di Palermo. La sommossa è esplosa venerdì scorso. I reclusi hanno sradicato le porte per utilizzarle come grimaldello per creare un varco nella recinzione attraverso cui sono riusciti a fuggire in 18.

La notizia intera su fortress europe


tunisini in Italia

In questa sezione, aggiornamenti sulla situazione dei tunisini arrivati in Italia nella primavera 2011 ed in possesso di un permesso temporaneo di soggiorno.Stazione di Ventimiglia. In attesa di passare la frontiera francese


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