un film documentario di matteo calore e stefano collizzolli // ZaLab

Lettera delle mamme tunisine al ministro Riccardi.

Al ministro per la cooperazione internazionale e per l’integrazione, Andrea Riccardi

Gentile Ministro,

siamo le mamme tunisine che dal mese di marzo 2011 non hanno più notizie dei loro figli, i quali subito dopo la rivoluzione hanno deciso di lasciare il nostro paese per andare in Europa. In tutto questo periodo siamo andate dai diversi ministeri del governo tunisino, tra questi il primo ministro, il ministero degli affari esteri e il ministero degli interni. Nessuno ci ha dato alcuna informazione: per la precisione, il ministero degli affari esteri ci aveva detto che avevano mandato diversi fax ai vari centri di detenzione in Italia, ma che erano riusciti a sapere solo che questi scomparsi non sono mai arrivati in Italia, malgrado le testimonianze contradditorie sull’arrivo delle loro imbarcazioni sulle coste italiane. Abbiamo fatto molte manifestazioni e sit-in per farci sentire e da alcuni mesi abbiamo chiesto di avere le impronte digitali dei nostri figli e di mandarle al ministero degli interni dell’Italia, per avere una informazione più precisa sul loro arrivo. Per questo, abbiamo scritto un appello rivolto non solo alle nostre istituzioni ma anche alle istituzioni italiane, affinché ci sia uno scambio delle impronte per sapere quale sia stato il destino dei nostri figli, vivi o morti. Mentre le famiglie dei tunisini scomparsi chiedono alle istituzioni tunisine ed europee di cambiare le loro politiche di fronte alla questione dell’immigrazione, sul versante italiano ci siamo unite a un collettivo di  donne e anche a delle famiglie degli scomparsi che stanno appoggiando il nostro appello. Delle grida sorgono da una parte all’altra del Mediterraneo per congiungersi, al fine di cominciare a trattare questo caso degli scomparsi. Da più di una settimana una delegazione delle nostre famiglie è partita in Italia per cercare di avere una risposta. Tutto questo, però, non ha ancora portato ad alcun risultato e né lo stato tunisino né quello italiano ci hanno ancora fatto sapere se daranno corso alla nostra richiesta.

Ci rivolgiamo a Lei, perché sappiamo che sarà in visita ufficiale nel nostro paese il 14 febbraio per chiederle un incontro e per avere la garanzia da parte del suo governo di una piena collaborazione con le nostre istituzioni per svelare la verità sulla sorte dei nostri figli.

Le mamme dei migranti tunisini scomparsi.

Lettera in francese e inglese

Il racconto del percorso della delegazione

L’articolo di Les Temps (quotidiano tunisino)

3 Risposte

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