un film documentario di matteo calore e stefano collizzolli // ZaLab

tunisia

a Tunisi!

9 dicembre, Tunisi. I nostri Anni Migliori è il film ospite del Festival Internazionale di Cinema per i Diritti umani di Tunisi. assieme all’autore Stefano Collizzolli. Il festival è affiliato a Human Rights Film Network, rete che riunisce 32 festival dei diritti umani in tutto il mondo. Il film verrà proiettato il 7 dicembre a Sbeitla ed il 9 dicembre a Tunisi, come evento di chiusura del festival. La proiezione del film in Tunisia assume un significato particolare in questi giorni di nuove manifestazioni e violenze della polizia in corso a Siliana.

le date in Tunisia:

7 dicembre, Sbeitla (Tunisia), Festival Internazionale di Cinema per i Diritti umanic/o  Maison de la Culture di Sbeitla, ore 18:30, presente in sala Stefano Collizzolli
9 dicembre, Tunisi (Tunisia), Festival Internazionale di Cinema per i Diritti umani c/o Maison de la Culture Ibn Rachiq, ore 20:00,  presente in sala Stefano Collizzolli
Calendario completo de I nostri Anni Migliori


Finalmente in Tunisia!

PREMIERE EN TUNISIE

dans le cadre du festival “Cinéma de la Paix”
Organisé par Fédération Tunisienne des Ciné-Clubs
En collaboration avec IIC Tunis

Le mardi 20 mars 2012 à 15 h, dans la Maison de la Culture Ibn Khaldoun

***

Après cette projection, le film commencera une tournée par le Ciné-Clubs en Tunisie

***

Nos meilleures années
Que reste-t-il d’une révolution dans la vie des personnes qui l’ont traversée?
La révolution tunisienne, inattendue et explosive, vue à travers le récit de cinq jeunes tunisiens, rencontrés à Manduria, Mineo et Palazzo San Gervasio.
Une liberté, trop longtemps réprimée sous le régime Ben Ali, explose tout à coup et le départ, longuement convoité par certains et improvisé par d’autres, devient une manière d’en jouir jusqu’au bout.

L’evenement sur facebook
La segnalation par Tuniscope
L’article de “Le Temps” sur le festival

Une photo du premier étage du cinéma, prise durant le débat d’apres la projection


Le stesse domande, in altre parole

 

Come ci si sentvive la revolutione a partire quando un regime va in frantumi? Con quale sguardo chi ha lasciato la Tunisia guarda al suo Paese? Cosa ha significato la dittatura per il popolo tunisino e cosa si aspetta da questa rivoluzione?
Marzia Coronati di AMISnet e Cecilia Noccioli, della scuola d’italiano “In altre parole”, hanno rivolto queste domande agli allievi tunisini della scuola. Ne è uscito un bel radiodocumentario, andato in onda in tre puntate nella trasmissione “Tre Soldi” di Radio3.

Ascoltatelo in podcast, queste sorelle d’ascolto hanno fatto un gran bel lavoro.


il ministro Riccardi incontra le famiglie dei dispersi tunisini

Riceviamo da Hamadi Zribi un resoconto dell’incontro di ieri fra il ministro Riccardi ed una delegazione del comitato dei genitori dei tunisini dispersi nel corso del viaggio verso l’Europa. ZaLab, assieme a Pontes e leventicinqueundici, sta sostenendo la loro ricerca con un appello.
“Oggi 14 febbraio 2012 alle 8.30 in punto, con una delegazione delle mamme (4) ho  incontrato il ministro Riccardi e l’ambasciatore italiano in Tunisia, Piero Bennassi.
L’incontro è stato brevissimo, ma molto caloroso ed informale. Il ministro ha interloquito direttamente con le mamme, ponendo loro diverse domande sui particolari della partenza dei loro figli e sulla lotta che i famigliari stanno conducendo, ormai da quasi un anno. Riccardi ha  affermato di essere già conoscenza della questione e  che uno degli argomenti che affronterà durante la sua visita a Tunisi concerne proprio il dossier dei migranti dispersi. Ne parlerà con i vari ministri tunisini (esteri, interni, giustizia ecc.). Da parte italiana, ha aggiunto, sono in attesa delle impronte che il governo tunisino dovrà loro inviare. Gli abbiamo consegnato il dossier completo  con la lettera a lui destinata  da parte delle mamme, il testo dell’appello con le firme e la lista delle 235 persone partite il 1, il 14 e il 29 marzo 2011 di cui non si hanno più notizie. Purtroppo, il tempo è stato veramente troppo poco per tutte le domande che avremmo voluto fargli.”

Lettera del Sottosegretario del Ministero alle Migrazioni Tunisino

Un passaggio molto importante è avvenuto oggi.

Il Sottosegretario del Ministero alle Migrazioni ed ai Tunisini all’Estero del Governo di Tunisi, Omeyya Seddik ha scritto una lettera al Governo Monti. Nella lettera, oltre alla proposta di aprire un cantiere per ridiscutere assieme le politiche dell’emigrazione/immigrazione, c’è anche la richiesta precisa di collaborazione per risolvere la vicenda dei tunisini dispersi. La mobilitazione delle famiglie in Tunisia – e la raccolta firme in loro appoggio in Italia – cominciano a dare dei frutti.

“La Tunisia è un paese di emigrazione, più del 10% della sua popolazione vive all’estero, ma è anche diventato un paese di immigrazione e di transito. Non può più permettersi di non avere una politica indipendente, democratica e equilibrata sulle migrazioni, né delle strategie coerenti per metterla in pratica.
In effetti, una politica indipendente è una politica che non è dettata dalle pressioni subite in ambiti confidenziali a scapito di valutazioni necessarie dell’interesse nazionale. Una politica democratica è quella che si elabora attraverso una concertazione tra istituzioni legittime e che tenga conto delle aspirazioni dei cittadini. E una politica delle migrazioni che si possa definire equilibrata è quella che non ignora gli interessi né dei paesi di accoglienza né di quelli di origine, né gli interessi dei migranti stessi. La nuova Tunisia punta sul fatto che una politica di questo tipo non solo è possibile, ma necessaria e inevitabile.”

da un viaggio verso Lampedusa

Leggi la lettera intera

Guarda la testimonianza di una madre

Segui il percorso della delegazione di genitori in questi giorni in Italia

Leggi e firma la petizione per i tunisini dispersi