un film documentario di matteo calore e stefano collizzolli // ZaLab

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La delegazione dei genitori tunisini in Italia

Da sabato 28 gennaio 2012 una delegazione composta da sei persone è arrivata dalla Tunisia in Italia. Sono alcuni fra i parenti di circa 200 ragazzi partiti a marzo e di cui si sono perse le tracce. In quei giorni non si hanno notizie di naufragi. Alcuni di loro hanno telefonato, dicendo di essere appena arrivati o di riuscire a vedere la costa e le navi italiane. Altri sono stati visti, nelle riprese televisive degli sbarchi a Lampedusa o addirittura da testimoni a Bari o a Crotone. Ma poi, più nessun segnale. I loro parenti da mesi manifestano in Tunisia affinché qualcuno dia loro notizie più certe sulla sorte di questi ragazzi.
Per chi dei lettori di questo sito ha già seguito la vicenda, ci sono importanti novità: il governo tunisino ha chiesto a quello italiano di poter avere le impronte di tutte le persone identificate come tunisine arrivate in Italia in quei giorni. In queste settimane sono in corso importanti trattative. Intanto, la delegazione è arrivata in Italia con l’intento di visitare alcuni centri di detenzione per migranti, sperando di trovare le tracce dei loro figli e dei loro fratelli.

Per leggere e firmare la petizione per i tunisini dispersi.

Leggi la lettera delle mamme tunisine al ministro Riccardi.

Il video di Enrico Montalbano e Laura Verduci:


proiezione al Teatro della Cooperativa, Milano, il 10 gennaio

 DA UNA SPONDA  ALL’ALTRA: VITE CHE CONTANO
“Dove sono i nostri figli?”

 

proiezione de “I nostri anni migliori”, martedì 10 gennaio 2012, alle ore 20.30, al Teatro della  Cooperativa di Milano, per il lancio della campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano.”
Ingresso a sottoscrizione libera.

Dove sono alcuni dei giovani tunisini partiti verso l’Europa dopo la rivoluzione? Sono circa 1000 i dispersi. Rispettare i desideri di libertà e di movimento significa far contare le loro e le nostre vite.

Facciamo più rumore possibile per far tacere il silenzio del mare…

La campagna Da una sponda all’altra: vite che contanoDove sono i nostri figli?  supporta l’appello dei familiari dei tunisini dispersi. L’appello chiede che le impronte, che servono per schedare le persone e ostacolarne la libertà di movimento, vengano utilizzate in questo caso per sapere se e dove siano arrivati i loro figli partiti dalla Tunisia verso l’Italia nei primi mesi del 2011.

Il 10 gennaio si terrà a Milano una iniziativa pubblica presso il Teatro della Cooperativa (ore 20.30, via Privata Hermada, 8- MM gialla Maciachini, poi tram 4 e fermata Niguarda centro).

Seguiranno interventi di donne italiane e tunisine e un collegamento con Tunisi per aggiornamenti sulla campagna “Da una sponda all’altra: vite che contano”. Organizzano: Associazione Pontes dei Tunisini in Italia, gruppo femminista Le Venticinqueundici (Milano), Teatro della Cooperativa, gruppo Tunisia Libera di Tunisi e gruppo Tunisini di Parma, ZaLab.

Per sostenere la campagna, il 14 gennaio,  anniversario della Rivoluzione Tunisina, si terrà un presidio davanti al Consolato tunisino (appuntamento ore 10 davanti in viale Bianca Maria 8), che poi si sposterà davanti la Prefettura (in Corso Monforte 31, Milano).

L’iniziativa è sostenuta da le venticinqueundici, pontes, storiemigranti e ZaLab.

Le segnalazioni su elle, liberazione, la repubblica ed il corriere


Le famiglie dei tunisini dispersi

Tunisi, 18 dicembre. Da una sponda all’altra, vite che contano. Manifestazione delle famiglie dei tunisini dispersi in Italia o nel viaggio verso l’Italia, per chiedere risposte sulla sorte dei loro figli.

prosegue la raccolta di firme per la petizione.
La petizione, partita dalle famiglie dei dispersi, e appoggiata da storiemigranti e poi da ZaLab e da i nostri anni migliori, chiede agli stati italiano e tunisino collaborazione per rintracciare i migranti partiti fra marzo e settembre dalla Tunisia e scomparsi.

perché firmare la petizione (una lettera del gruppo di donne 2511)
la pagina di Pontes sui tunisini dispersi
aggiornamenti e materiali sulla petizione
per leggere e  firmare la petizione

un viaggio verso Lampedusa


Arrivare a Lampedusa: un extra video

un extra dal girato de “I nostri anni migliori”.

Una grande sfortuna è quella che tu, il tuo mondo, la tua vita e le tue esigenze siano ignorate dal racconto mediatico.
Ma una sfortuna forse più grande ancora è quella che tu diventi oggetto del racconto dei media senza poterne essere soggetto, quella di essere raccontato sempre e solo in funzione di interessi altrui, senza poter replicare, senza poter prendere parola.

E’ quello che è successo ai ventitremila tunisini arrivati a Lampedusa (ed ancora di più a quelli arrivati dopo, che son diventati addirittura “libici”, essendo in realtà ghanesi, nigeriani, chadiani… leggete qui su questo). I tunisini sono diventati “profughi” (o clandestini mascherati), “orda barbarica”, “emergenza biblica”: funzione di un discorso tutto di ordine pubblico e tutto politico. Questo è un piccolo racconto dell’arrivo a Lampedusa, da un altro punto di vista.


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