un film documentario di matteo calore e stefano collizzolli // ZaLab

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Finalmente in Tunisia!

PREMIERE EN TUNISIE

dans le cadre du festival “Cinéma de la Paix”
Organisé par Fédération Tunisienne des Ciné-Clubs
En collaboration avec IIC Tunis

Le mardi 20 mars 2012 à 15 h, dans la Maison de la Culture Ibn Khaldoun

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Après cette projection, le film commencera une tournée par le Ciné-Clubs en Tunisie

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Nos meilleures années
Que reste-t-il d’une révolution dans la vie des personnes qui l’ont traversée?
La révolution tunisienne, inattendue et explosive, vue à travers le récit de cinq jeunes tunisiens, rencontrés à Manduria, Mineo et Palazzo San Gervasio.
Une liberté, trop longtemps réprimée sous le régime Ben Ali, explose tout à coup et le départ, longuement convoité par certains et improvisé par d’autres, devient une manière d’en jouir jusqu’au bout.

L’evenement sur facebook
La segnalation par Tuniscope
L’article de “Le Temps” sur le festival

Une photo du premier étage du cinéma, prise durant le débat d’apres la projection


Le stesse domande, in altre parole

 

Come ci si sentvive la revolutione a partire quando un regime va in frantumi? Con quale sguardo chi ha lasciato la Tunisia guarda al suo Paese? Cosa ha significato la dittatura per il popolo tunisino e cosa si aspetta da questa rivoluzione?
Marzia Coronati di AMISnet e Cecilia Noccioli, della scuola d’italiano “In altre parole”, hanno rivolto queste domande agli allievi tunisini della scuola. Ne è uscito un bel radiodocumentario, andato in onda in tre puntate nella trasmissione “Tre Soldi” di Radio3.

Ascoltatelo in podcast, queste sorelle d’ascolto hanno fatto un gran bel lavoro.


Lettera del Sottosegretario del Ministero alle Migrazioni Tunisino

Un passaggio molto importante è avvenuto oggi.

Il Sottosegretario del Ministero alle Migrazioni ed ai Tunisini all’Estero del Governo di Tunisi, Omeyya Seddik ha scritto una lettera al Governo Monti. Nella lettera, oltre alla proposta di aprire un cantiere per ridiscutere assieme le politiche dell’emigrazione/immigrazione, c’è anche la richiesta precisa di collaborazione per risolvere la vicenda dei tunisini dispersi. La mobilitazione delle famiglie in Tunisia – e la raccolta firme in loro appoggio in Italia – cominciano a dare dei frutti.

“La Tunisia è un paese di emigrazione, più del 10% della sua popolazione vive all’estero, ma è anche diventato un paese di immigrazione e di transito. Non può più permettersi di non avere una politica indipendente, democratica e equilibrata sulle migrazioni, né delle strategie coerenti per metterla in pratica.
In effetti, una politica indipendente è una politica che non è dettata dalle pressioni subite in ambiti confidenziali a scapito di valutazioni necessarie dell’interesse nazionale. Una politica democratica è quella che si elabora attraverso una concertazione tra istituzioni legittime e che tenga conto delle aspirazioni dei cittadini. E una politica delle migrazioni che si possa definire equilibrata è quella che non ignora gli interessi né dei paesi di accoglienza né di quelli di origine, né gli interessi dei migranti stessi. La nuova Tunisia punta sul fatto che una politica di questo tipo non solo è possibile, ma necessaria e inevitabile.”

da un viaggio verso Lampedusa

Leggi la lettera intera

Guarda la testimonianza di una madre

Segui il percorso della delegazione di genitori in questi giorni in Italia

Leggi e firma la petizione per i tunisini dispersi


La testimonianza di Sameh

Sameh è la madre di Mohamed Ali, uno dei più di quattrocento ragazzi tunisini dispersi dopo essere partiti dalla Tunisia verso Lampedusa e l’Europa.
Ci racconta della sua partenza, e ci racconta di nove mesi passati senza alcuna notizia. Sameh è una delle promotrici dell’appello “Da una sponda all’altra, vite che contano”, che si può firmare qui.

un viaggio verso Lampedusa


Video dal presidio davanti alla Prefettura di Milano

Sabato 13 gennaio di è tenuto un presidio davanti alla Prefettura di Milano, per consegnare una lettera al ministro dell’Interno intaliano ed al Console tuinisino, in sostegno della petizione per i tunisini dispersi.
Questo il racconto di Silvia Tagliabue, per le CUB.